
Disuguaglianze e merito nell’orizzonte del “tra”. Alcune prospettive moderno-contemporanee
Seminario di Studi
4 luglio 2024 | Perugia
Nel contesto globale contemporaneo, la relazione tra disuguaglianze e merito emerge come un tema cruciale per comprendere le dinamiche socio-economiche e politiche che influenzano le società moderne. Le disuguaglianze, in continua crescita a livello globale, sollevano scottanti interrogativi sulla giustizia e l’equità dei sistemi economici e delle opportunità offerte agli individui. Contestualmente, è sempre più acceso il dibattito riguardante il concetto di merito. Ci si interroga su come possa essere definito e valutato e se possa costituire una legittimazione etica di disuguaglianze ormai strutturali e sistemiche. Il seminario di studi Disuguaglianze e merito nell’orizzonte del “tra”. Alcune prospettive moderno-contemporanee ha costituito l’occasione di uno scambio interdisciplinare tra economia, filosofia e sociologia in un orizzonte relazionale e di reciproco arricchimento.
Esso si inscrive all’interno dei lavori relativi al progetto PRIN 2022 PNRR CHEWIE – Well-being, Humanism and Civil Economy, il quale mira a sviluppare nuove prospettive sul benessere umano, l’umanesimo e l’economia civile, affrontando il rapporto tra felicità e lavoro e tra disuguaglianza e merito. Attraverso un approccio interdisciplinare, il progetto intende contribuire al dibattito internazionale sulle basi filosofico-antropologiche delle teorie economiche e favorire l’implementazione di criteri economico-civili nella vita aziendale, favorendo pratiche sostenibili e inclusive.
Apre la sessione mattutina la relazione di Paolo Polinori, Simona Bigerna e Davide Ricci, i quali propongono una ricca riflessione sul tema della disuguaglianza declinato in rapporto alla questione, economica ed ecologica, della transizione ambientale: l’argomentazione è volta soprattutto a mostrare come le disuguaglianze ambientali incidano su quelle economiche, rafforzandole ed esacerbandole.
Segue la relazione di Tommaso Mauri, il quale fornisce una esaustiva panoramica delle principali posture filosofiche che innervano il dibattito attuale sul rapporto tra disuguaglianza e merito. L’intervento rende conto delle critiche più incisive mosse nella storia del pensiero filosofico e politico al concetto di merito, confrontandole in maniera feconda con le argomentazioni e le motivazioni dei sostenitori della meritocrazia, facendo emergere in tal senso, più che una sintesi, l’apertura di un dibattito di incalzante attualità.
L’intervento, infine, di Uliano Conti ed Elisa Tanzi inquadra il tema della disuguaglianza da una prospettiva sociologica analizzando nello specifico il caso della migrazione femminile dall’Ucraina all’Italia causata dalla guerra. Il focus si sposta stavolta sulla “disuguaglianza del trauma”, mettendo a confronto il vissuto dei migranti socioeconomici con quello dei migranti di guerra.
Conclude la sessione un dibattito sulle principali questioni sollevate dai relatori, a cura di Francesco Calemi e Serena Meattini.
La sessione pomeridiana prende avvio con la relazione di Paulo de Andrade, che, analizzando il contesto sudamericano, individua nell’aumento delle disuguaglianze e nella delegittimazione dello Stato gli effetti sociopolitici del neoliberismo e dell’anarcocapitalismo e nell’ideologia del merito una visione profondamente contraria alla Dottrina Sociale della Chiesa, che al contrario promuove la giustizia sociale e l’inviolabile dignità della persona umana.
Le due relazioni successive condividono un orizzonte più specificatamente storico-filosofico. Guido Frilli indaga il ruolo del merito nel pensiero di J.-J. Rousseau in prospettiva antropologica e politica. Il merito ha a che fare con l’orgoglio, ossia con quella declinazione positiva dell’amor proprio per cui ciascuno esige l’apprezzamento altrui non per se stesso come tale, ma come portatore di un valore ideale. Il merito, in quanto espressione di virtù, diviene il criterio dell’ordinamento politico e della distribuzione delle cariche pubbliche. La relazione di Pili, incentrata sulla prospettiva di Melchiorre Gioia, insiste sulla difficoltà di definire adeguatamente il merito e ne individua quattro componenti, la cui contemporanea presenza assicurerebbe la meritorietà di un’azione (difficoltà vinta, utilità prodotta, fine disinteressato, convenienza sociale). Sebbene riconoscere il merito così inteso possa apparire impossibile, ciò costituisce un ideale regolativo a cui una società giusta non può abdicare.
Il seminario si conclude con il dibattito finale, moderato da Vera Matarese e da Luca Alici.







